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Santa Maria del Piano

Santa Maria del Piano

Descrizione
Santa Maria in Valle è stato un monastero rurale benedettino oggi in rovina che si trova nel comune di Pozzaglia in Sabina sul limitare dell’esteso altopiano che costituisce il fondovalle del torrente Muzia, un insignificante ma perenne corso d’acqua tributario del Fosso Corese. Fondato probabilmente nel corso del X secolo, rimaneggiato ed ingrandito prima nel XIII secolo ed ancora nel trecento, quindi abbandonato all’inizio dell’ottocento ed infine utilizzato come cimitero fino al parziale restauro risalente alla metà del novecento, conserva i ruderi della chiesa conventuale dalla facciata a capanna risalente al secolo XI, torre campanaria ed abside duecenteschi.
Coordinate
42.137200, 12.956028
Come arrivarci
Per raggiungere Santa Maria del Piano occorre inboccare una stradina stretta ma asfaltata che si diparte a sinistra dal km 18.100 della SR314, la Via Liciniese, un paio di chilometri prima di Orvinio provenendo da Poggio Moiano. Percorso meno di un chilometro si giunge presso una grande fattoria dove occorre parcheggiare l’automobile come possibile quindi proseguire a piedi sulla strada per un centinaio di metri fino ad un bivio dove occorre seguire il tratturo in discesa sulla sinistra. I ruderi si trovano lungo il suo corso alcune centinaia di metri più avanti, circa cento oltre il punto in cui il tratturo comincia a salire, in corrispondenza di un bivio ben segnalato fra un sentiero che prosegue in direzione di Orvinio ed un altro che si perde nella campagna. Le rovine sono abbastanza ben segnalate con pannelli informativi. In ogni caso, Santa Maria del Piano dista circa un chilometro e mezzo dalla Via Liciniese.
Avvertenze
Santa Maria del Piano si trova in un luogo davvero sperduto in cui nessuno abita nel raggio di oltre un chilometro. La strada è ben asfaltata nel primo tratto che serve anche una fattoria per poi scadere in un tratturo mal lastricato e peggio tenuto, stretto e soggetto ad infangamenti ed immelmamenti. Lungo il suo percorso, mancano slarghi in cui effettuare gli incroci con altri veicoli procedenti in senso opposto e la strada non è abbastanza larga da consentire il transito di due veicoli appaiati sicché incrociare altri mezzi può richiedere manovre complicate.
Sebbene siano in corso restauri, al momento i ruderi non sono assolutamente in sicurezza, ragione per la quale la visita è sconsigliata ai bambini ed alle persone con disabilità motorie. Per quanto tutti i terreni siano recintati, è possibile incontrare cani pastori al governo delle greggi che possono diventare potenzialmente pericolosi se occorre per un qualunque motivo attraversare il loro fronte di avanzamento. Inoltre, il luogo è esposto al rischio di nebbie e nevicate dal tardo autunno alla fine della primavera ed episodicamente al rischio di bufere di vento, pioggia e saltuariamente anche di neve.
Aioe

Aioe

L’autore di questo blog si chiama all’anagrafe Paolo Amoroso, soprannominato Aioe fin da ragazzo, di professione avvocato nel penale, con la passione per l’aria aperta, la storia medievale e l’informatica.

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