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Castiglione di Palombara

Castiglione di Palombara

Castiglione, detto anche Castiglione Sabino oppure impropriamente Palombara Vecchia, è un complesso fortificato oggi in rovina edificato a 456 mt slm nel corso del XIII secolo sopra i ruderi di una villa romana di epoca imperiale e posto sulla cima di un contrafforte scosceso del monte Gennaro, nel comune di Palombara Sabina a circa tre km dal centro abitato. Si sono conservate estese rovine del castello nonché larghe porzioni delle mura perimetrali che cingevano l’abitato.

Mura perimetrali di Castiglione

Mura perimetrali di Castiglione

Castiglione venne costruito sulla cima di uno sperone roccioso i cui fianchi erano già stati terrazzati in epoca romana perché versati per la coltivazione dell’ulivo, in un luogo ancora oggi boscoso, troppo elevato per essere infestato dalla malaria e tutto sommato anche facile da difendere in caso di attacchi condotti da nemici non troppo numerosi. Per contro, però, il luogo era anche molto sperduto. Abbarbicato sulla cima di un dirupo e circondato da altri pendii scoscesi, Castiglione era lontano da qualsiasi flusso di traffico. Il soprastante Monte Gennaro è infatti molto impervio, coi fianchi ripidi e sassosi spesso soggetti a smottamenti, a bufere durante l’inverno e comunque ricoperto da boschi impenetrabili che lo rendono ancora oggi difficile da valicare e per questo spopolato.

Mura di Castiglione

Mura di Castiglione

Ancora, sebbene poco distante in linea d’aria dalla fascia collinare sottostante ne era comunque separato da un dislivello di circa duecentocinquanta metri che poteva essere superato solo risalendo un declivio veramente molto ripido ed in gran parte esposto a settentrione lungo lo stesso percorso seguito dall’odierna strada che lo collega a Palombara. Altro problema assai stringente era poi costituito dalla completa assenza, anche nel pieno dell’inverno, di acqua potabile, corrente o sorgiva, negli immediati dintorni del centro abitato. Castiglione, infatti, è ubicato ad una quota altimetrica maggiore rispetto alla linea delle risorgive che corre a valle dell’abitato di Palombara. Ancora, i fianchi molto ripidi non permettono la formazione di veri e propri torrenti né tantomeno di pozze anche in inverno e ciò rendeva il luogo completamente secco specie in estate. Il popolamento presuppone la disponibilità permanente di ampie quantità d’acqua liquida e potabile.

Porta di Castiglione

Porta di Castiglione

Ogni essere umano consuma due litri d’acqua al giorno solo per bere, quantità che almeno in parte può essere ingerita trangugiando bevande alcoliche oppure latte fresco. Ogni altra attività umana richiede quantità nemmeno modeste di acqua: si lava, si cucina, si raffredda il ferro battuto. Un cavallo beve trenta litri d’acqua al giorno, un asino dieci ed una mucca sessanta. Pecore e maiali si accontentano di quantitativi più modesti – ed è questa la ragione per la quale erano allevati da quelle parti – ma comunque per sopravvivere hanno bisogno di bere regolarmente soprattutto in estate. Bevono anche i cani ed i gatti.

Torre di Castiglione

Torre di Castiglione

In mancanza di altre fonti, l’unico modo per procurarsi acqua potabile era rappresentato dal recupero dell’acqua piovana utilizzando come superficie di captazione il castello che occupa la porzione centrale della superficie cinta da mura. La piovosità non era comunque eccessiva, il castello misura solo quaranta metri per trenta, il volume d’acqua che si poteva ricavare dalla pioggia in questa maniera restava troppo modesto per consentire un popolamento significativo.

Il castello di Castiglione

Il castello di Castiglione

Castiglione non venne costruito con lo scopo di ospitare stabilmente una popolazione numerosa perché l’acqua sarebbe stata troppo scarsa per dissetare poi tutte queste persone. La sua funzione, piuttosto, era quella di un rifugio dove in caso di necessità una popolazione normalmente residente altrove potesse asserragliarsi per brevi periodi. Ciò spiega perché a fronte di una cinta muraria esterna di oltre 400 metri di perimetro il castello centrale misuri appena 1200 metri quadrati di superficie e sia nondimeno dotato di una grande cisterna. In tempo di pace quel castello doveva fungere grossomodo da casa del guardiano della fortezza, l’unico che davvero lì vivesse in pianta stabile, e doveva perciò assicurargli una quantità d’acqua sufficiente a tutti i suoi bisogni anche durante la stagione secca. In tempo di pericolo, la limitata riserva d’acqua custodita dal castello era l’unica su cui potesse contare con certezza il padrone del luogo. Perciò chiunque, scappando da una minaccia esterna, avesse avuto necessità di rifugiarsi entro le solide mura di Castiglione avrebbe dovuto portarsi dietro le scorte d’acqua necessarie al suo consumo durante la permanenza. Acqua in loco non ce n’era.

Cinta muraria di Castiglione

Cinta muraria di Castiglione

Ciò però implicava che se da una parte Castiglione era difficile da espugnare dall’altra era molto semplice da prendere per sete. Un nemico appena organizzato avrebbe assediato la fortezza impedendo ai suoi occupanti di uscirne poi avrebbe aspettato l’esaurimento delle scorte d’acqua dei suoi occupanti. Non si sarebbe trattato comunque di un’attesa molto lunga. Finché le campagne militari furono condotte da milizie estemporanee ed ebbero carattere stagionale, la ridotta capacità della fortezza di resistere ad un assedio prolungato non rappresentò un problema in fondo grave perché neppure il nemico era in grado di protrarre a lungo le sue operazioni militari. L’assediante subiva la stessa penuria d’acqua che flagellava gli abitanti di Castiglione sotto assedio, garantire alle truppe un rifornimento d’acqua costante richiedeva uno sforzo logistico non banale per i tempi. Il costo dell’assedio finiva con l’essere tanto ingente da spingere l’attaccante a rinunciarci.

Torre d'angolo del castello

Torre d’angolo del castello

Strutture di questo genere, dette in linguaggio tecnico ricetti, sono abbastanza comuni nell’europa centrale e nell’Italia settentrionale ma sono rare sugli appennini poiché presuppongono livelli di popolamento così modesti da non giustificare la nascita di centri abitati permanenti. Inoltre, la gran parte delle strutture originariamente nate come recinti fortificati si trasformarono in villaggi, snaturandone i caratteri originari, non appena la popolazione crebbe al punto da giustificare insediamenti stanziali, di solito nella prima metà del XIV secolo oppure nel XV. Tutto ciò rende Castiglione un reperto raro poiché lo spopolamento precoce lo ha conservato nella sua forma originale e senza aggiunte posteriori.

Torri di Castiglione

Torri di Castiglione

A partire dalla fine del XIV secolo divennero consuete campagne militari lunghe molti mesi. Eserciti più grandi, meglio equipaggiati, dotati di un’organizzazione interna meno embrionale erano diventati a quel punto ormai in grado di cingere d’assedio un borgo in modo continuativo anche per tempi lunghi. Ciò rese inutile una fortezza che poteva fronteggiare un assedio solo per un breve periodo e d’altra parte non c’era modo per fornire Castiglione di una riserva maggiore d’acqua. Allo stesso tempo, lo sviluppo della vicina Palombara Sabina, culminato con la costruzione del castello, ancora oggi visitabile, che assunse la forma attuale fra i secoli XV e XVI in concomitanza con l’abbandono di Castiglione, rese inutile un ricetto montano poiché la popolazione, all’occorrenza, poteva sfollare nel borgo fortificato a valle ormai abbastanza grande per accoglierla tutta.

Costruito alla metà del XIII secolo e di certo anteriore al 1276, Castiglione era già in rovina nel 1427.

Ruderi di Castiglione

Ruderi di Castiglione

Del borgo fortificato si sono conservati ampi tratti della cinta muraria ed i ruderi del castello, peraltro di difficile lettura. Di quest’ultimo è ancora oggi facilmente riconoscibile la corte interna sulla quale si affacciano i resti di una serie di vani in cattivo stato di conservazione, uno dei quali, probabilmente il più meridionale, doveva essere adibito a chiesa. Pregevoli sono anche la cisterna e le due torri a pianta rettangolare costruite sui resti di un edificio preesistente probabilmente di età romana. Interessanti anche i ruderi della porta meridionale fornita di due torri di protezione purtoppo dirute.

Ruderi della corte interna del castellol

Ruderi della corte interna del castellol

Notevole è poi la cinta muraria esterna, in buono stato di conservazione per quasi tutta la sua estensione ed impreziosita da torri rettangolari e da camminamenti di cui ancora si scorge traccia nel suo segmento meridionale. La superficie compresa fra il perimetro delle mura ed il castello, in larga parte pulita dalla boscaglia, non presenta manufatti visibili e nel lato scosceso è percorsa da una serie di suggestivi sentieri che corrono paralleli alle mura di cinta. Risulta che nei dintorni sorgesse un piccolo romitorio fondato intorno all’anno mille ed abbandonato nel tardo settecento che forse potrebbe essere identificato con i resti della costruzione sottostante alla porzione sud orientale delle mura esterne, peraltro non visitabile perché interclusa nel podere di un contadino e da questi utilizzata come stalla.

Aioe

Aioe

L’autore di questo blog si chiama all’anagrafe Paolo Amoroso, soprannominato Aioe fin da ragazzo, di professione avvocato nel penale, con la passione per l’aria aperta, la storia medievale e l’informatica.

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